Centro di produzione Rai: mi sarei aspettato che la regione si impegnasse con forza e non una risposta interlocutoria.

Che cosa intende fare la Giunta regionale per rilanciare il Centro di Produzione Rai di Torino? In sede di sindacato ispettivo, ho posto questa domanda all’Assessore regionale alla Cultura per fare chiarezza sul futuro della Rai in Piemonte. Lo storico Centro di Produzione di via Verdi, infatti, sta conoscendo, da tempo, un profondo declino con conseguente importante diminuzione occupazionale (circa il 50% dell’organico in 10 anni): il personale andato in pensione non è stato sostituito e, nonostante la sede Rai possa contare su professionalità che la renderebbero un centro di eccellenza, le attività assegnate sono diminuite. A tutto questo dobbiamo aggiungere la scelta di spostare trasmissioni di Torino verso altre sedi.

Ritengo fondamentale una rinnovata interlocuzione tra la politica piemontese e i vertici Rai per ottenere garanzie sul futuro della produzione televisiva e di fiction sul nostro territorio: dobbiamo tutelare le centinaia di dipendenti Rai piemontesi, ma anche le decine di pmi dell’indotto della produzione radio-televisiva. Il ruolo di Torino, infine, deve essere evidenziato nel prossimo contratto di servizio da approvare entro la fine dell’autunno e nel piano industriale. L’Assessore regionale alla Cultura, purtroppo, ci ha confermato soltanto quello che sappiamo già: è prevista la continuazione di un’interlocuzione, che dura ormai dal 2022, da parte della Regione per continuare un percorso che consenta di capire in quale direzione voglia andare la Rai. Mi sarei aspettato, invece, almeno l’impegno a richiedere con forza alla Rai di prevedere nuovi investimenti che consentano il rilancio di uno storico servizio che deve essere sostenuto, sia attraverso il potenziamento occupazione che attraverso l’assegnazione di nuove produzioni.

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