Il Piano cave è uno scempio ambientale e paesaggistico

Il Piano Regionale per le attività estrattive (PRAE) adottato dalla Giunta regionale avrebbe dovuto avere il difficile compito di equilibrare attività estrattiva e rispetto dell’ambiente e del paesaggio, tutela della salute pubblica e norme urbanistiche. Invece, è stato tradito lo spirito che aveva ispirato la norma e il documento è diventato un “via libera” per le imprese che nei prossimi 10 anni potranno estrarre materiali in quantità più di tre volte superiori a quelle degli ultimi 10 anni: doveva essere un passo avanti, ma se ne fanno tre indietro. In questo momento in cui la crisi climatica, energetica e ambientale è sotto gli occhi di tutti, la Regione Piemonte si muove come se fossimo nel secolo scorso

Tutto questo ricadrà sulla testa dei sindaci che, oltre a essere stati poco coinvolti, non potranno decidere per il loro territorio e dovranno anche subire la salvaguardia per cui le schede con gli ampliamenti delle cave saranno sovraordinate rispetto ai piani regolatori, anche nelle more dell’approvazione del piano. Un piano scritto con i cavatori per i cavatori e che ignora tutti gli altri interessi in gioco nel settore estrattivo.

Chi guida questa Regione lo sta facendo con gli occhi bendati …ma a pagare le conseguenze saranno i passeggeri/cittadini. Ci auguriamo che i sindaci e le associazioni di rappresentanza dei Comuni intervengano a tutela del territorio e dei cittadini. Con i colleghi del gruppo del Partito Democratico non faremo mancare una ferma opposizione al tentativo di ritorno al passato della Giunta Cirio.