Noi dem: lineari, coerenti, responsabili per il Paese

Il 20 luglio nel far cadere il governo le tre forze che si sono assunte la responsabilità di farlo cadere si sono anche assunti la responsabilità di non far affrontare al Governo Draghi temi quali la lotta alla precarietà, la riduzione delle tasse sul lavoro, l’applicazione del direttiva sul salario minimo; le scelte che erano pronte oggi sono le scelte al cuore del programma del Partito democratico. Un programma che mette al centro il diritto al futuro. Un futuro che non sia già scritto ma che possa essere libero di essere immaginato e costruito. Lavoro, salute, pari opportunità, scuola, salute, lotta alle diseguaglianze.

La relazione del segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta è totalmente condivisibile. Si spinge oltre alla scelta per l’elettorato tra noi e  le destre. Individua, nella sua lettura, un futuro per un Paese che da troppo tempo ormai è frenato da eventi collaterali certamente imprevedibili, quali il Covid o la guerra all’est d’Europa, dalla crisi energetica, ma che ha sempre rimandato l’impegno e la progettualità su politiche che oggi sono urgenti. Ad esempio lo switch energetico e ambientale; per noi questo è un passaggio chiave: coniugare il lavoro alla difesa dell’ambiente. Non lo si fa semplicemente dicendolo ma bisogna agire. La nostra strategia: bisognerà tenere insieme sostenibilità, investimenti, lavoro. La trasformazione dei lavori deve coordinarsi con quella dei lavoratori.

Nessuno si deve sentire solo, tutti devono sentirsi a casa: pensando al tema della scuola, dei diritti, un paese in cui veramente si costruisca una comunità nazionale nel quale nessun destino sia già scritto.

Lo vediamo alla guida della Regione: da ormai tre anni il centro destra, più destra che centro, conduce il presente del Piemonte in modo ideologico e approssimativo, senza avere una chiara visione di futuro. E’ quello che abbiamo sostenuto con Tour dem in questi mesi e che continueremo a sostenere. La Giunta di destra pone l’accento ideologico sui temi legati alla persona, al sociale; è strabica sulla sanità, senza una politica di stabilizzazioni e di assunzione del personale e fatta di titoli sensazionalistici; è disattenta sulla scuola e sulla gestione del covid quando l’anno scolastico ricomincerà.

Non vogliamo una gestione confusa per il Paese, l’Italia, come il Piemonte: merita di più.

Cosa c’è a destra? Le promesse mirabolanti dell’aumento di tutte le pensioni sotto i mille euro, insostenibile per le casse Inps; promettono un milione di alberi ma non è questa l’ecologia che serve; sono tornati a parlare di porti aperti e chiusi, di clandestini da rimpatriare quando sappiamo che il rimpatrio coatto economicamente non è sostenibile per il nostro Paese. Lo abbiamo già visto.

Noi siamo per le politiche del progetto e della realizzazione, per una coalizione ampia ma non arruffata. Credibile. Una squadra vincente, appassionata, scientifica.

Ora ci aspetta un crono programma serrato:

I Pd provinciali devono mandare al regionale la loro rosa di nomi entro e non oltre venerdì 29 luglio ore 24. Domenica 31 luglio ore 18 faremo la direzione regionale on line per approvare le liste. La direzione nazionale finale che approverà le liste si svolgerà l’8 o 9 agosto.

A fronte di ciò, la Festa de l’Unità non si farà: regole dettate dalla par condicio e necessità di essere tutti strada per strada, casa per casa, ha dirottato le forze interamente sulla campagna elettorale. Ma sarà occasione per fare incontri, in più luoghi, in modo capillare.

E anche Tour dem avrà delle modifiche sul percorso:

Saremo il 2 settembre ore 18 a Valenza e il  17 settembre, alle  ore 18 a Novara. Le date di Venaria, Ciriè, Carmagnola, Bardonecchia e Pinerolo verranno rinviate dopo le elezioni parlamentari. La data di Bra deve essere riprogrammata.

Allora serriamo i ranghi, e andiamo. Tra la gente. Com’è nostra natura. Portiamo a casa la vittoria!