Fast ed Furious: Un’occasione persa per il rilancio turistico della Regione

Dopo lo schiaffo subito da Torino dalla produzione americana della saga Fast and Furious che ha utilizzato la città come mero fondale per le riprese della nota serie cinematografica, camuffando il prodotto finale sullo schermo come se fosse stato girato a Roma, è urgente capire che tipo di linea strategica abbia in mente la neo presidente della Film Commission, se sia quella di valorizzare il Piemonte e le sue città con cessione di location in cambio di prestigioso ritorno promozionale, oltre che economico, o se invece, non abbia in mente di trattare il nostro territorio, la nostra storia, le nostre caratteristiche paesaggistiche e la nostra architettura come un bed and breakfast nel quale si alloggia perché costa meno di altri e quando si va via non vi è traccia di un passaggio, né un ritorno di immagine. Il Piemonte e la sua storia non sono in svendita.

Abbiamo visto per giorni gradi e set in città, subito non pochi disagi eppure il mondo non saprà che quelle scene sono state girate a Torino. Non ci saranno ritorni positivi per la città. L’incasso dell’indotto del film è quantificato in 3,8 milioni di euro, e i vertici di Film Commission Torino e Piemonte avevano evidenziato ricadute molto positive per Torino anche in termini di immagine a seguito delle riprese del film ad alto budget hollywoodiano. Questo è stato smentito dalla produzione della pellicola stessa che ha chiarito che avrebbero utilizzato le riprese fatte nel nostro Capoluogo di regione come se fossero state girate a Roma.

Esiste un problema di strategia e di rispetto e vogliamo sapere se vi sia stata quantomeno una interlocuzione con la produzione del film Fast and Furious X per caldeggiare l’ipotesi di non mascherare le scene ambientate a Torino riconoscendole la dignità di location; in più, vogliamo sapere quali altri progetti siano previsti per il rilancio della città dal punto di vista cinematografico e  chiarire quale sia la strategia complessiva a breve, medio e lungo termine di Film Commission per ottenere maggiore visibilità per la nostra città e per l’intero Piemonte.

Se l’idea è quella di affittare il Piemonte come i muri di una casa disabitata e senza storia, dove chi arriva mette i panni che vuole e poi se ne va, non ci siamo.