ABITAZIONE: NESSUNA DISUGUAGLIANZA

L’Assessora Caucino  ha promesso una revisione della legge regionale sull’edilizia sociale. Si prevede una corsia preferenziale per i piemontesi nell’assegnazione di una casa popolare, secondo lo slogan “Prima i piemontesi” un motto quanto mai in contrasto con le norme della nostra Costituzione e con quelle di un’ Unione Europea libera, democratica, aperta.                                                                                                                           La legge regionale 3/2010 deve essere rivista e aggiornata certo e la Giunta di centrosinistra ha iniziato a farlo, nella scorsa legislatura, a partire dall’accorpamento ATC e alla modifica della loro governance.                    Non credo che introdurre premialità basate sugli anni di residenza nella nostra Regione possa essere un criterio valido per risolvere il problema dell’emergenza abitativa.  La vulnerabilità sociale è  determinata innanzitutto dalla perdita del lavoro e conseguenti  sfratti per morosità. Tutto questo non può essere superato dagli anni di residenza in Piemonte. Sostegno alla locazione, aiuto concreto a chi non è nelle condizioni di sostenere il canone di affitto, riduzione delle diseguaglianze abitative si deve continuare su questa strada. Non è responsabile  abbandonarsi alla solita retorica e  ridurre i fondi per l’edilizia sociale, come è accaduto per finanziare i ristori per le RSA. Dovrebbe proseguire il lavoro iniziato nella scorsa legislatura con la pubblicazione del bando attuativo della delibera del febbraio 2019 della Giunta Chiamparino. Quella delibera individuava i criteri per gli interventi nel campo del Welfare e la classificazione dei comuni ad alta tensione abitativa;  sbloccando 60 milioni destinati a costruire 400 alloggi di edilizia convenzionata creando cosi’  1.200 posti di lavoro. Questo sì che sarebbe un primo atto per dare una casa a tanti cittadini bisognosi.