Una comunità riunita per dire #sìalfuturo

Cari amici, vorrei condividere con voi qualche scatto, un video e il mio discorso finale tenuto durante la serata del 17 marzo durante la quale, davvero in tanti, abbiamo detto #sìalfuturo.

Vi ricordo che trovate i risultati del sondaggio a questo link,

buona lettura e a presto!

Il mio discorso

Prima di tutto Grazie per l’affetto l’amicizia e la presenza di questa sera.

Grazie per le cose che imparato e che mi avete insegnato in questi anni, per i consigli e gli spunti di lavoro

Sono stati 5 anni intensi in cui ho imparato molto e penso di aver dato un contributo importante nelle scelte che quotidianamente si fanno in Consiglio Regionale.

Quando sei in Regione, in una istituzione così importante, ogni giorno c’è qualcosa da decidere, c’è un bivio, c’è una scelta da fare e guardate non è indifferente chi mandiamo lì a decidere…

Non è vero che in questi luoghi non si decide e si decide tutto in “stanze chiuse”.

E’ vera un cosa, quella si, che non esiste una stanza nei bottoni, o come dice Gentiloni a me non l’hanno fatta vedere, quello che c’è è invece un lavoro quotidiano delle persone, dei colleghi che è fatto di ascolto approfondimento studio confronto e che produce degli effetti nel tempo, costruendo mattoncino dopo mattoncino una casa solida.

Se fosse esistito un bottone da schiacciare per, per esempio, abolire le liste d’attesa secondo voi non l’avremmo schiacciato noi?

L’unica possibilità è un lavoro costante e quotidiano per costruire e risolvere i problemi.

Vi racconto una situazione, quella per esempio dell’emendamento per i giovani ricercatori,

Dopo aver ascoltato e capito, di fronte a un foglio bianco devi provare a scrivere la norma, poi la devi condividere, poi la devi far approvare.

E quando è approvata deve farla finanziare e allora devi discutere con Reschigna e aspettare che arrivi il bilancio per farlo finanziare.

Poi passi agli uffici e discutere con loro per renderlo esecutivo e alla fine esce il bando.

Questo è un esempio del lavoro lungo e tortuoso che parte da un foglio bianco e arrivare a erogare uno strumento per i giovani, ma vale per tante altre situazioni.

Non ci sono soluzioni semplici problemi complessi.

Nei prossimi giorni vi chiedo dunque di parlare, ognuno di voi, con le persone, in particolare con quelle che si avvicinano alla politica a ridosso delle elezioni per scegliere chi votare, e che a volte semplificano i problemi e le soluzioni, per spiegare loro questo: il lavoro lungo e meticoloso che sta dietro alle decisioni alle delibere alle cose che si fanno.

Dobbiamo spiegarlo e dobbiamo parlarne con le persone.

Vi chiedo questo sforzo.

Guardate vi lascio una immagine per capire meglio.

Immaginate un masso enorme alto come una casa di dieci piani.

Ecco quel è la Regine cosi come l’abbiamo trovata nel 2014. Enorme. Immobile, quasi impossibile da muovere e smuovere.

Sotto questo masso c’eravamo noi

, consiglieri e maggioranza, e abbiamo iniziato a spingere, tutti nella stessa direzione, e dopo qualche tempo che tutti spingevamo nella stessa direzione il masso ha incominciato a rotolare e a muoversi…

Ecco facciamo attenzione a non farlo fermare di nuovo… a Torino abbiamo già vissuto questa situazione ed è sotto gli occhi di tutti…

Allora, guardate, il 26 Maggio non è in gioco solo la rielezione di Raffaele Gallo, certo è importante

Non è in gioco solo la rielezioni di Sergio Chiamparino, certo molto importante

E’ in gioco molto di più…

E’ in gioco una battaglia culturale di cui il Piemonte è uno degli ultimi baluardi e che passerà inevitabilmente dalle elezioni Europee e regionali per tornare ad affermare in nostri valori , la nostra buona amministrazione e l’alternativa alle forze populiste che stanno vincendo, elezioni dopo elezione, tutto.

E allora andiamo casa per casa a parlare alle persone a chiedere alle persone prima di tutto di

1) andare a votare

2) votare PD

3) e se lo ritengono di scrivere Gallo accanto al simbolo del PD

 

 Grazie a tutti!